Una riflessione sugli anni bisestili

L’anno bisestile è un anno al quale viene aggiunto un giorno per correggere lo slittamento che deriva dal movimento irregolare dei pianeti. Questa correzione avviene ogni ciclo di quattro anni.  Infatti, sia che si basi il computo del tempo e delle stagioni su base solare o lunare, il ciclo annuale subisce un ritardo rispetto al Cielo astronomico: così si “ferma” lo scorrere del tempo aggiungendo un giorno.Questa pratica di correzione è molto antica e risale fino al tempo degli antichi egizi. Sin da allora è stata ripresa dai diversi calendari.

Anche il Capodanno è diverso nelle diverse culture, a seconda dell’evento scelto per determinare l’inizio del ciclo annuale. Gli egizi contavano i giorni a partire dal levare eliaco di Sirio, gli antichi romani iniziavano l’anno dalla data di fondazione di Roma, nel calendario gregoriano lo scorrere degli anni ha inizio dalla data di nascita di Cristo.La storia dei calendari ci ricorda come il rapporto fra il Cielo reale e il tempo percepito dagli umani sia una convenzione, una necessità tutta umana di controllare il suo scorrere.

Notoriamente l’anno bisestile non era considerato fortunato: un anno “vago” nel quale l’interruzione del ciclo cosmico preludeva ad eventi catastrofici e nefasti, come se l’atto arbitrario di intervenire nella cosmicità fosse un atto di tracotanza, una hybris.

Personalmente meditando su questa questione del “giorno aggiunto” non vi trovo nulla di nefasto, anzi.

E’ un giorno in più, un’occasione per ricordarci che abbiamo possibilità insospettabili di intervenire nel ciclo degli eventi e di contribuire con le nostre azioni ad arricchire il ciclo dell’esistenza.

Cabalisticamente parlando il numero 29, il giorno aggiunto, riporta al numero 11, alla Lettera Caph e alla Sephirah Daat, la Sephirah nascosta. Caph, legata al pianeta Giove, è una lettera di grande misericordia e di conciliazione profondamente amorosa con quanto ci circonda mentre Daat ci ricorda che tutta la creazione è un “abisso” nel quale ogni forma di conoscenza è destinata ad operare su livelli misteriosi e intangibili.
Il senso di tutto questo è sollecitarci ad affidarci al “mistero”, lavorando su noi stessi per correggere il nostro operato, cercando di sviluppare amore per tutto quanto sfugga alla nostra comprensione.
Giove, il pianeta della generosità, dell’espansione e della convivialità, stimola a continuare a “creare” e a generare attraverso le nostre azioni nuove “informazioni” e attività, contribuendo a rimescolare le forze che fondono materia e spirito.
Giove infine, insieme a Caph, dona energia e il coraggio dell’azzardo.

Entrambi donano felicità e benessere, quindi: “Benvenuto anno bisestile!!”

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