Non uno senza l’altro. Lilith Eva e Adamo

Lilith[i]:  “non voglio giacere di sotto”[ii]

Perché prima di Eva fu Lilith.[iii]
Sposa nera, alata di forza e potenza, “rapidissima nei movimenti, si sposta col vento prendendone il cupo suono come proprio veicolo”[iv].
Si nega al dominio di chi la può fecondare.
Teme la sottomissione.
Ha paura di perdere il proprio nome e il proprio rango.
Ululando il sacro e segreto Nome Ineffabile[v], si ribella e abbandona il suo uomo per sposare una solitudine senza tempo.
Diventa la demonessa del mare nero dell’inconscio, l’inchiostro delle notti più cupe, madre di morte.
L’orgoglio la fa inaridire, e nemmeno il richiamo di tre angeli[vi] divini piega il suo spirito indomito e famelico. Lilith sacrifica cento dei suoi figli ogni giorno[vii] e si nega al compito per il quale è stata destinata, facendo scomparire un’ipotesi di mondo, relegandosi a partorire ombre mostruose destinate ad una vita parziale e breve. La sua gelosia, come morso di serpente[viii], contribuisce al dolore dei parti, al sudore della fronte, al fratricidio.

Adamo: “Sono io che non voglio giacere di sotto”[ix]

Così replica Adamo, cocciuto al Lilith, la sua sposa. Non cede alla forza tempestosa di colei che, “anch’essa tratta dalla terra” e creata per sua stessa “compagnia”[x], imponeva il cambiamento di una posizione quale prezzo di una vita in comune. Adamo rimane un generale senza esercito.
Abbandonato dall’uragano ventoso al suo destino, impoverito per sempre della possibilità di  conoscere la sapienza di Lei, conoscitrice del Nome Ineffabile.
Dio sa che Adamo non può restare solo, il piano dell’esistenza prevede “maschio e femmina”; la sua incapacità ad una esistenza senza femminile è raccontata dalla scrittura in modo inequivocabile.
Dio addormenta Adamo e ne trae Eva, sua moglie[xi].

Eva[xii] “madre di ogni vita”[xiii]

Non ha la dignità di una nascita alla pari, “tratta”, com’è, dal fianco di colui che le darà il nome[xiv].
Nasce per essergli “un aiuto”[xv].
Madre di fratelli fratricidi, inventori da subito dell’atomica.
Eva non vive nella conoscenza del Nome Ineffabile, lei non è universo ma un semplice mondo.
E’ sola e insoddisfatta, accetta la Tentazione.
Eva da qualche parte sa che gioia e passione possono parlarsi, fuoco e acqua possono cantare nella lingua delle ossa, terra e vento hanno un linguaggio d’amore che sposta mondi come fa il vento con le dune. Ogni elemento totalmente nelle mani dell’altro, confidente, legato da un patto che vede la vita reciprocamente affidata a ciò, senza cui, non ci sarebbe sfera ma solo angoli pieni di sporcizia.
Curiosità, inquietudine e frivolezza saranno le sbarre delle celle di ogni donna da lei generata, anziché il soffio di vento che le porta a visitare la notte[xvi].
La colpa, il desiderio[xvii] verso il proprio stesso Padrone, il dolore dei parti e il rancore di un compagno costretto a coltivare sassi sono un prezzo salato per uno spicchio di bene e male.
Spine e cardi[xviii] soffocano la terra spoglia di un eden dimenticato.

…Adamo

Adamo, forse distratto (… ma dov’è Lilith .. con chi fa l’amore  Lilith..),  certamente non ha fatto caso a ciò che Eva ha trovato “buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile”[xix], così, “poiché ha ascoltato” la voce di sua moglie[xx] si ritrova a spaccare sassi come alla colonia penale della Nuova Guinea, fra le spine e cardi che soffocano la terra spoglia di un eden dimenticato.

 


[i] Secondo la tradizione ebraica Lilith è un demone femmina. Si dice fosse la prima compagna di Adamo, creata da Dio assieme ad Adamo, ne differisce (forse) per la composizione della terra da cui è composta: sabbia finissima Adamo (terra sottoposta all’azione del fuoco), melma (terra sottoposta all’azione dell’acqua) Lilith abbandona Adamo per non rinunciare alla propria uguaglianza di rango e posizione continuando a sottomettersi a lui nell’atto sessuale. Si trasforma così in una demonessa sessualmente insaziabile che presiede gli incubi, vive nelle profondità degli oceani e, secondo certa tradizione, si lega in forma di serpente a Samma’el (Satana), è detta anche “fine di ogni carne”, “fine dei giorni”, “moglie prostituta”. E’ responsabile delle polluzioni notturne tramite le quali può generare creature mostruose. Divoratrice di bambini sui quali ha diritto di morte “fino all’ottavo giorno per i neonati maschi e fino al ventesimo per le neonate.” (Voce Lilith in “Simboli del pensiero ebraico” G. Busi)

Il nome Lilith in ebraico è composto dalle lettere lamed iod lamed iod taw: la doppia lameddice per due volte il verbo “imparare”.

Imparare lo iod: ovvero imparare il valore del dieci, dove lo zero aggiunto all’uno garantisce la ripetitività del creato sul diverso piano delle decine. Lilith insegna il “cinque più cinque”, il suono che fanno le due mani unendosi nel dieci, il passaggio da conoscenza a sapienza per giungere al piano dell’intelligenza. Sull’albero della vita è il passaggio da Chokmah (sapienza- padre divino) a Binah (intelligenza-madre divina). Lilith insegna il ritmo che conduce alla taw,lettera che esprime il “segno” del compimento di tutti i passaggi che è necessario effettuare per “indossare” il proprio Nome.

Nella bibbia il nome Lilith è citato, ma non in tutte le traduzioni. In Isaia 34, 14-14: “Nei suoi palazzi saliranno le spine, ortiche i cardi nelle sue fortezze .. le iene si azzufferanno con gatti selvatici, i capri si passeranno la voce, e là ancora farà sosta Lilith, trovandosi una quieta dimora”.

Secondo la ricostruzione di Moshe Idel in “Eros e Quabbalah”, Lilith fu concubina di Dio quando la sua compagna Shekhinah (lo spirito santo) lo abbandonò per seguire i propri figli (il popolo di Israele) reietti ed abbandonati dalla grazia del Re.

[ii] Nell’alfa beta de Ven-Sira, (Citato in voce Lilit in “Simboli del pensiero ebraico” G. Busi)

[iii] Da “Il libro degli esseri immaginari” Jorge Luis Borges, vedi anche nota 1 pag. 150 in “Eros e Quabbalah” Moshe Idel

[iv] Dalla voce Lilith in “Simboli del pensiero ebraico” G. Busi.

[v] Ibidem. La conoscenza del sacro e segreto Nome Ineffabile è privilegio di pochi ai quali è dato, tramite la sua pronuncia, di sconvolgere l’ordine del cosmo.

[vi][vi] Su richiesta di Adamo Dio fece inseguire Lilith dai tre angeli Snwy, Snsnwy, Smnglf, Senoy, Sansenoy e Semangelof detti anche Sanvi, Sansavi e Semangelaf, Quando l’ebbero trovata nel mar Rosso gli angeli minacciarono che se non fosse ritornata ogni  giorno sarebbero morti cento suoi figli maschi.

Lilith rifiutò affermando che era stata creata apposta per far male ai neonati. (Da “La Cabala” di G. Scholem pag. 358)

[vii] Vedi nota numero 2

[viii] Secondo certa tradizione ebraica il serpente tentatore di Eva non è altri che Lilith.

[ix] Nell’alfa beta de Ven-Sira, (citato in Lilit “Simboli del pensiero ebraico” G. Busi)

[x] Ibidem

[xi] Genesi 3,17

[xii] Eva Hawah het waw he. Ogni parola che inizia nella forza di della lettera het racconta di un ostacolo, una barriera posta all’inizio del cammino, una mancanza da colmare che sarà la ragione dell’esistenza sul piano della vita. La waw, simbolo dell’uomo e della congiunzione che permette il raccordo fra le preposizioni, si svolge nel segno del peccato inteso come incompletezza e imperfezione. Il piano energetico della he, simbolo della vita universale, respiro dell’anima e tutto ciò che è vivificante, è quindi definitivamente compromesso a questo livello. Il Nome di Eva reca però, quasi a compensare la sua partenza difettosa, la successione delle lettere waw he cheappartiene anche al tetramma. Eva inizia la sua storia nella forza del “segno” della mancanza ma termina in accordo al compimento previsto anche per l’Ineffabile Nome.

[xiii] Genesi 3,20. E’ Adamo stesso che nomina Eva “madre di ogni vita”.

L’attribuzione del nome equivale alla determinazione della specifica natura al cui compimento un essere è destinato. Il piano di realizzazione di Eva non è quindi di diretta derivazione divina ed è quello di procreare.

[xiv] Genesi 2 18: Dio attribuisce ad Adamo il potere di nominare  “ogni sorta di bestie selvatiche, e gli uccelli del cielo”.

In genesi si racconta che è Adamo a dare il nome ad Eva.

[xv] Aiuto, ezer in ebraico richiama la parola zer’a che significa “seme”. L’aiuto contiene il seme, ovvero il germe del nome sem la possibità quindi di realizzare la propria sostanza. (“Il femminile dell’essere” Annick de Souzenelle pag. 25)

[xvi] La notte: laylah, è il tempo in cui vive Lilith, il suo dominio, la sua porta sull’inconscio degli uomini. La somiglianza dei nomi parla di energie e forze affini.

[xvii] Dopo avere peccato Eva viene maledetta da Dio e la formula della maledizione è: “verso il tuo uomo sarà il tuo desiderio, ed egli ti dominerà” (“Eros e Quabbalah” pag. 38)

[xviii] Genesi 3,18

[xix] Ciò che si guarda e che è gradevole agli occhi è fonte di conoscenza profonda:  la letteraayn ,occhio, è la lettera della visione, della possibile sapienza..

[xx] Genesi 3,17

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