L’amore nei segni di Terra. L’amicizia. Metamorfosi per Toro Vergine Capricorno

L’elemento Terra

La Terra rappresenta il processo dell’idea creatrice che, precipitando nella materia, crea la vita.
La Terra è il pianeta più denso del sistema solare e mano a mano che si scende verso il suo nucleo, più ne aumenta la densità.  E umile, marrone come un saio, accoglie ogni seme ma per dare frutto richiede “peso” tenacia e capacità di penetrazione.
La Terra conosce per attrito e impressione, sfregamento, ribaltamento e inclusione sono i suoi modi essenziali.  Attua comportamenti di resistenza, anche ad hoc, per favorire lo sviluppo, le prove da superare e poi infine sfoga tutto quanto ha trattenuto nella famosa “bella litigata”!
Il Silenzio è una delle sue arme magiche, dall’ostinazione al rarefatto silenzio conventuale sino al muto canto dello Spirito.

Le parole della Terra

Le parole per descrivere l’elemento Terra possono suonare così: arida, stabile, fredda, madre, Madre, dura, sterile, accogliente, un orto fiorito e generoso, rossa arancione e gialla. Plasmabile come l’argilla, pesante, fragile, testarda. Sempre in movimento: si ribalta, si solleva e inghiotte ogni cosa trattenendo dentro di sé le costruzioni degli uomini e il loro tempo caduco. La Terra nasconde, trema, frana, precipita, sporca, sostiene, prepara, trattiene, assorbe, culla.
L’orma, ciò che segna il passo.
Al centro della terra sono nascosti tesori segreti. L’elemento terra insegna a cercare, oltre il valore commerciale della persona e dei valori: l’oro della terra interiore si può anche intendere come luce del Sé, il Sole cosmico sempre rinascente.

I Segni di terra considerano l’amicizia come la forma più alta dell’amore

Oh miei amici, non c’è nessun amico!
Cosi diceva Aristotele. Questa asserzione sibillina vale bene per introdurre l’amicizia perché non è tanto vero che l’amico si vede nel momento della difficoltà, quanto invece che lo si riconosce nel momento del successo.
In molti abbiamo sperimentato che il successo divide più che unire!

L’amicizia è un reciproco affetto che lega una o più persone. La sua caratteristica è che nasce da una scelta personale legata alla condivisione di valori o da una prolungata abitudine. L’amicizia supera l’occasionalità di legami familiari o di altro genere e si fa scelta.

L’amicizia è specifica e ben diversa dalla benevolenza, la quale può riguardare anche ignoti o gruppi sociali con i quali non si abbia un contatto reale. La benevolenza può rimanere nascosta, un sottotono affettivo, l’amicizia no. Essa è manifesta, riconoscibile, anche socialmente. Essa è anche diversa dall’amore, che spesso semplicemente accade accompagnandosi al desiderio, all’eccitazione e alla sorpresa. L’amicizia si muove su sentimenti che hanno per corollario il piacere e la condivisione, terminati i quali, spesso cessa. I sentimenti implicati nell’amicizia sono sollecitudine, cura, pietà, simpatia, confidenza, solidarietà, avventura, intimità.

Anticamente l’amicizia era considerata un valore etico con un tratto aristocratico. Infatti essa è una delle manifestazioni della “vita del saggio” e quindi superiore alle ordinarie caratteristiche del comportamento relazionale.

L’amicizia è una connotazione delle fratellanze. Quelle maschili sono profondamente diverse dalla sorellanze. Le prime si costruiscono sul fare nel mondo, le seconde sull’essere dell’anima.
Le amicizie femminili sono tenaci e durature nonostante la distanza fisica e temporale, quelle maschili spesso mutano con il cambiamento delle abitudini.

L’amicizia è spesso un sentimento contiguo all’amore e spesso ne è il nucleo di durata: sono duraturi i rapporti amorosi che conoscono il sentimento dell’amicizia. Al contrario i rapporti nati sulle ali della passionalità tendono a non riuscire ad evolvere verso l’amicizia.

L’amicizia è transgenerazionale: il giovane con il vecchio, il padre con il figlio, il marito con la moglie.

La massima aristotelica: comportarsi verso l’amico, come verso se stesso è stata estesa dal cristianesimo a tutto il “prossimo”. Nella visone cristiana si è esteso in modo indiscriminato un valore che, nella sua origine, era molto selettivo.

Nella dualità amico-nemico si inseriscono i confini di stato e il sospetto politico che fa derivare, nelle dittature, la condanna all’intensa solidarietà fra esseri umani. Divide et impera dicevano gli antichi romani.

Bellissimo il capitolo “L’amico”.  In Così parlò Zarathustra: “Uno è sempre troppo intorno a me, così pensa il solitario. Sempre uno per uno finisce per fare due. Io e me sono troppo.”

Toro. Il diadema e le punte della corona

Nel simbolo del Toro, la falce della Luna sormonta il Sole come un diadema che sormonta il capo.
Il Toro è emblema della terra ricevente ed è il primo segno di carattere femminile dello zodiaco. Sue sono tutte le divinità madri generatrici e lunari che sanno far coesistere senza conflitti Sole e Luna, generazione e nascita.

Le sue tre metamorfosi sono il giovane vitello che ama la ricchezza e vive chiuso nelle sue pulsioni parassitando le energie altrui.  Il Toro di questo livello consuma senza riprodurre ne’ scambiare. Solo poi, quando incomincia a dirigere l’abbondanza fuori da sé, si avvicina alla sua seconda metamorfosi che lo conduce ad essere veramente toro , imprenditore gioviale benevolente e felice. Al suo terzo livello il Toro impara l’arte e il dono del consiglio: solo allora diventa il volto del Toro e lo si può mettere in analogia con la visione di Ezechiele. La qualità della sua Terra cambia e si trasforma da suolo resistente, inerte, inanimato e pesante, a suolo fertile capace di accoglienza del seme maschile, simbolo dell’azione nel mondo.

Come ama il Toro?
Il Toro non è segno che brilla per le sue variabili erotiche ma è passionale, procreativo e dagli appetiti regolari.
La sua è una forza d’amore, lenta, stabile, durevole senza esaltazioni o cedimenti.

Vergine. Lo spirituale della Terra

Gli appartenenti al segno della Vergine non sono solo pignoli ma profondamente etici. Essi avvertono intimamente l’ordine perenne del cosmo e tentano di replicarlo fra le mura domestiche o nell’ordine dei loro pensieri ed emozioni.
Il glifo della Vergine richiama il monogramma di Maria Vergine.

Il primo passo evolutivo delle tre metamorfosi della Vergine è la necessità di riconoscere e manifestare a se stessi prima che ad altri il proprio lato inconscio. In questa fase della metamorfosi la parola “vergineun tipo di verginità che porta all’isolamento e che mantiene nell’immaturità.
La Vergine a questo stadio deve affrontare il mondo esterno, imparando a relazionare se stessa con gli altri.
La vergine prediletta, secondo stadio dell’evoluzione del segno, esce da se stessa per farsi grano e cibo del mondo. Simbolicamente ora può ora richiamare l’attenzione della Coscienza Universale sempre su se stessa ma per farsi canale e sollecitare la fecondazione generativa  del seme divino. Solo allora il terzo livello renderà appieno a questo segno il significato della verginità perfetta, intesa come l’essere eternamente incontaminata, capace di ricevere vita e di generarla costantemente.

Come ama la Vergine?
La Vergine ama se stessa, si piace e si compiace della propria bellezza e di quella del suo partner. Fa ordine e lotta contro l’entropia del mondo cercando, anche inconsciamente, di replicarne l’ordine superiore. Il suo sentimento razionale è ottimo perché ripulisce il pianeta dall’eccesso di emotività.
Erotismo pulito e ordinato, non per questo non famelico!

Capricorno. La montagna dell’iniziazione

Si dice che il glifo del Capricorno sia, nel mondo delle Forme, ancora in via di completamento. L’umanità non ha ancora trovato il suo passo sincrono, perciò l’attuale glifo sarebbe transitorio. La ricerca di un passo di danza all’unisono è il lavoro più elevato degli appartenenti al Capricorno e contraddistingue il loro rango di iniziati.

Le tre metamorfosi del segno rimandano, al primo livello di coscienza, al caprone, emblema di rude e decaduta mascolinità che si esprime in volontà di denaro, di salute, successo e potere materiale. Poi, al secondo passaggio  la capra, manifesta la qualità della Forza e della tenacia. Il capretto, terza metamorfosi, insegna l’arte di “invecchiare ringiovanendo”. Questo passaggio è frutto dell’esercizio alla sapienza, dell’arte di trasfigurare ciò che si sa in ciò che si è.

Come ama il Capricorno?
Il capricorno ama in modo realista e vuole vincere la sua lotta per l’amore. Cavalleria e sobrietà amorosa. Forza, controllo e a volte un tanto di repressione sessuale sono le vie che la Capra sceglie per la sua evoluzione.
Estremamente selettivi scelgono con cura il proprio partner perché il suo istinto amoroso tenta di fondere la Via dell’Amore con la Via della Forza. Pazienza attesa e selezione sono i tratti del suo modo di amare.

Olivia Flaim

Le parti sulle metamorfosi dei segni sono tratte dal libro “Lo zodiaco interiore” di Nadav Crivelli edizione Psiche 2.
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__lo-zodiaco-interiore.php

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3 Comments
  • simone noseda
    Posted at 10:13h, 20 Marzo Rispondi

    Interessante,grazie!

  • Sabina Poltronieri
    Posted at 17:21h, 15 Agosto Rispondi

    Chiaro
    Dettagliato
    …arricchente !

    Grazie !

    Sabina Poltronieri

    • Olivia Flaim
      Posted at 17:49h, 15 Agosto Rispondi

      Grazie davvero tanto tanto!

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