L’amore nei segni di Fuoco. Fusione. Le metamorfosi di Ariete Leone Sagittario

L’elemento fuoco.

Il fuoco è un elemento radicale.
L’azione del fuoco è tanto distruttrice quanto creatrice. Il fuoco riduce in cenere o carbone ogni cosa che tocca. La cenere è una materia molto interessante da un punto di vista spirituale ed esoterico. In essa sono racchiuse le informazioni essenziali di quanto sia “bruciato”. La cenere dei fuochi rituali viene utilizzata nelle iniziazioni, nei riti di passaggio, o come nella tradizione cattolica, per significare pentimento.  La funzione del fuoco, in alchimia  è quella di separare le parti volatili da quelle dense. Rimarrà “a terra”, nella cenere, tutto ciò che “pesa” mentre la parte leggera, il fumo, confluirà nell’aria. Ecco perché la materia, dopo l’azione del fuoco, risulta “concentrata”.
Vi sono diversi tipi di fuoco: il Fuoco astrale, il Fuoco creatore e il Fuoco di fiamma.
La concentrazione è anche un’attitudine mentale e consiste nella capacità di dedicarsi ad una cosa soltanto con il massimo dell’efficacia.  Non per nulla si usa il termine focalizzare, che significa dirigere la propria volontà verso un unico punto.
Scrivere, fare sport, fare arte, pregare o lavorare sono esempi di attività che richiedono concentrazione e focalizzazione. Tutte le attività che abbiano queste caratteristiche,  generano un forte Fuoco astrale, ovvero un campo psichico fortemente magnetico. Come tutti i campi psichici fortemente focalizzati, viene facilmente in contatto con altri campi psichici che stanno lavorando sulla stessa frequenza. Per questo spesso accade che la stessa idea precipiti nelle menti di molte persone contemporaneamente oppure che la soluzione ad un problema comune improvvisamente trovi una soluzione.
Il Fuoco Creatore, elettrico blu e freddo che nasce dalla concentrazione è l’elemento che conduce alla realizza del sogno di un divino sognatore.
Il Fuoco di Fiamma, ancora nella sua fase immatura invece, è veloce e trova la via di minore resistenza per espandersi. Quest’ultimo è superficiale, vola staccato dalla materia da cui trae la sua forza, è accecante e in sua presenza si rafforza l’Ombra.
L’energia del Fuoco è anche legata all’attività sessuale e all’erotismo.
L’erotismo è una forza cosmica che, in senso ampio, spinge verso la conoscenza, l’espressione artistica e l’amore universale.
La sessualità, ben diversa dall’erotismo, è energia di creazione primaria, di generatività biologica.
Le scuole iniziatiche d’ogni  tempo si sono molto occupate di sessualità ed erotismo nelle loro diverse sfumature.
Da sempre l’energia sessuale è una Via per ottenere illuminazione e conoscenza. Sia la castità che la ierogamia, poli estremi dell’energia sessualmente impiegata, sono modi dell’illuminazione. La castità segue il principio della conservazione dell’energia all’interno del corpo al fine di canalizzare l’energia  verso i centri creativi superiori.mantenendone intatta la purezza.
La ierogamia consiste nell’unione sessuale fra esseri consapevoli di creare, attraverso la fusione dei poli maschile e femminile, un campo magnetico particolarmente potente. Attraverso l’unione sessuale consapevole si può creare un campo unificato adatto alla discesa nel corpo di un’anima speciale o di creare la giusta condizione affinché la mente possa recepire una Idea.
Le tradizioni più antiche erano molto rigorose nel permettere l’avvicinamento alla sessualità sacra solo di coloro che avessero già “scaricato” nell’esperienza di vita la parte compulsiva del sesso. In effetti il fattore dell’età era determinante per l’accesso a certe pratiche. Per questo motivo le antiche regole iniziatiche, quali quella brahamanica, o quella cabalista, limitavano l’accesso alla pratica meditativa e allo studio delle materie esoteriche alla seconda parte della vita. Si supponeva infatti che solo quando il Fuoco naturale si fosse “stagionato” potesse diventare Fuoco Creatore, illuminazione .
Non solo la sessualità crea forza erotica,  anche la preghiera e la meditazione favoriscono la sublimazione dell’energia sessuale trasformandola in erotismo e permettendone la risalita sino al plesso creativo della gola. Da questo centro vitale ha luogo la creazione ideale e la possibilità del suo sviluppo. Nel centro della gola i pensieri diventano azione attraverso la parola, capace di infondere trasformazione e iniziazione. La parola, elemento vitale delle relazioni, si fa creatrice, guaritrice, generatrice, matrice della politica e di tutto quanto sia da “fare insieme”.
Anche il plesso solare, centro energetico mediano che regola e coordina il movimento fra alto e basso, è coinvolto dai processi del Fuoco interiore. Infatti il plesso solare, centro energetico primario del nostro corpo, ha la funzione di adattare, armonizzandole, le emozioni predisponendole all’unione. Unione che, quando accade in modo equilibrato, produce la stabile “illuminazione” della coscienza, presiede all’accensione del terzo occhio e all’attivazione del chakra della corona. L’unificazione dei Fuochi è come l’attivazione di una bomba atomica a livello degli organi del corpo e nel campo sottile della persona.  La circolazione immatura dell’energia del Fuoco assottiglia le reti eteriche che proteggono il corpo e produce il restringimento dell’ovulo energetico che avvolge il campo magnetico di cui ogni individuo è provvisto, esponendolo a diverse forme di debilitazione fisica e psichica.
L’attività creatrice del Fuoco è comunque sempre legata alle diverse manifestazioni dell’amore, per questo in tutte le attività “focose” è bene connettersi sempre a questa energia.
L’amore infatti, come forza di coesione e autentica Legge di Manifestazione sul pianeta Terra, equilibra ogni processo creativo proteggendolo dall’auto-annientamento e dai sabotaggi della vita permettendo così l’incondizionata capacità di realizzare e diffondere i propri talenti e di costruire buone relazioni.

Le parole del fuoco
Nelle molte meditazioni sull’elemento Fuoco sono emerse molte parole e sensazioni. Il Fuoco irraggia, irradia, scalda, scotta, illumina, abbraccia e con il suo calore regala seduzione, piacere. Il Fuoco accende inquietudine e paura. Offre sensazioni di vibrazione, emozione, movimento, energia, flash di vita, volti di donna, desiderio d’amore, calore d’anima, irrequietezza, sottile senso di follia. Il fuoco blocca, paralizza e fa affiorare le abitudini e le memorie infantili. Il Fuoco da alcuni è percepito come potenza che sposta, getta indietro, turba e allontana. Altri invece lo descrivono come una forza che unisce, mentre l’anima ondeggia alla sua luce, facendo cantare agli uomini il loro amore a Madre Natura.

Ariete. L’iniziazione

Il simbolo dell’Ariete è una sorta di Y arrotondata sulle sommità. Si può osservare questo simbolo in modo duplice: un’unità che si biforca, oppure due direzioni che confluiscono.
E’ il primo segno dello zodiaco perciò il suo glifo richiama la struttura del DNA richiamano ogni cominciamento, e tutte le iniziazioni.

Nelle sue metamorfosi il segno dell’Ariete è dapprima agnello del sacrificio, a simboleggiare la ricerca del patto con le forze superiori al fine di beneficio personale da ottenere attraverso l’offerta nel rito sacrificale.
Offerta che, nella sua fase iniziale, ha il solo scopo di ottenere e consolidare un risultato tangibile. A questo livello l’Ariete deve imparare a rinunciare mettendo in secondo piano i suoi progetti. Questo per guadagnare il distacco psicologico da se stesso e aprirsi al mondo esterno.
La seconda metamorfosi consiste nell’imparare l’arte della preghiera. Pregare avvicina all’Altro e costruisce il senso della collettività, la quale si sviluppa dal passaggio di un gesto personale ad un movimento comunitario e collettivo. Così l’ariete diventa ariete, oggetto egli stesso del sacrificio offerto alla divinità per un bene espanso e generale.
L’ultima metamorfosi conduce l’Ariete ad essere agnello eternamente giovane, rugiada dell’eternità. Perduto ogni conflitto e ogni pretesa individuale l’agnello giunge a potersi saziare di ogni giornata senza ansia per il futuro ne’ paura, ne’ dolore.

Come ama l’Ariete?
In amore l’Ariete si concentra sulla fase dell’innamoramento. La sua emozione è spesso unidirezionale. Le sue parole chiave sono: primavera, scintilla, brama, fretta, soddisfazione del proprio desiderio. Istinto.
Gli Arieti cercano la soddisfazione immediata e quindi vivono nel presente. Lineare e direzionati, eroici e incoscienti, è difficile che vivano nel dubbio. Se accade, si paralizzano implodono e scelgono la solitudine.

Leone. La creazione

Il primo simbolo del segno del Leone era una spirale levogira che rappresentava la vitalità dell’energia in costante movimento. Oggi il glifo si è semplificato in un cerchio aperto con una coda densa di rimandi alla forma dello spermatozoo. Questo simbolo rinnovato coinvolge il Leone a spostarsi dall’egocentrismo e dall’arrotamento su se stesso, verso quanto lo possa implicare al “fare mondo”, ovvero a costruire relazioni.

Le tre metamorfosi del Leone sono: il leoncino ancora pieno di complessi d’inferiorità e di legami familiari irrisolti. La seconda è il leone in piena azione, con tutto il suo splendido coraggio, la sua generosità e il forte istinto di difesa di sé e del proprio territorio. La terza è  il leone al massimo della forza. In questa fase il Leone riesce a sviluppare appieno le sue qualità solari attraverso la capacità di utilizzare la focalizzazione, la concentrazione e la capacità di amare per ampliare il senso della totalità ed essere guida di altri esseri umani verso l’illuminazione.

Come ama il Leone?
In amore il segno del Leone ha la tendenza a permanere uguale a se stesso. Si nutre consumando ogni cosa con cui viene in contatto. Ha scarsa sensibilità per la reciprocità ma ottimo senso dell’azione, la quale spesso produce cambiamenti nel mondo circostante.
La sessualità è vissuta come fonte di evoluzione della propria vita ma senza considerazione delle esigenze altrui.
Il Leone è autenticamente creativo, non è un semplice interprete.
Il piacere è vissuto come esplosione di gioia a se stante, nuova ogni volta. Soffre moltissimo delle umiliazioni che ledono la centralità del suo essere rendendolo fragile e vendicativo.

Sagittario. Il risultato

Il simbolo del Sagittario è una freccia la cui direzione è verso l’alto. Egli conosce bene il suo arco e il peso della sua faretra. Ha il talento della mira, senso della velocità e capacità di colpire il suo bersaglio.

Le tre metamorfosi di questo segno sono il cavallo, l’arciere e l’arcobaleno.
Attraverso la prima fase evolutiva del Sagittario, la sua natura si esprime attraverso il peso della propria stessa carne. Grossolanità, appetiti materiali e gusto smodato per il cibo sono i suoi comportamenti caratterizzanti.
Poi sopravviene la sua elegante e dinamica capacità di scegliere ciò verso cui tendere scegliendo con cura i propri obiettivi e mirando per colpire il proprio stesso Sé, illuminandolo.
Nella sua terza fase il Sagittario diventa Arcobaleno: ponte che congiunge gli estremi luoghi del cielo e della terra.
In questa fase il Tu diventa ed esprime il canto della sincronicità perfetta, poiché Il Sagittario diviene ciò a cui ha mirato, trasfigurandosi ma conservando la memoria del sé passato.

Come ama il Sagittario?
In amore si concentrano sulle cose lontane, vedono, attendono e scoccano i loro dardi d’amore. Pazienza e attesa sono loro qualità. Il Sagittario è un segno appassionato e univoco e può essere, nei suoi diversi livelli, fedele-morale o fedele-d’anima. Egli si dona in una sessualità atletica: il piacere è sentito come vetta e bersaglio del Sé.

Olivia Flaim

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Gli spunti sulle metamorfosi dei segni sono tratte dal libro “Lo zodiaco interiore” di Nadav Crivelli Ed. Psiche 2

 

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