Amore nei segni d’acqua. L’Amore per l’amore. Metamorfosi per Granchio Scorpione Pesci

L’elemento Acqua

L’acqua costituisce il corpo umano e il pianeta Terra per circa il settanta per cento. E’ un elemento trasformista che conosce sia gli stati solidi, che quelli più leggeri.
E’ legata alla memoria, alla gestazione, alla sete e al bisogno di sapienza. La maestria dell’acqua è l’amore.
L’acqua è senza forma, reattiva, ricettiva. Infiltra, penetra in profondità, insegna la sensibilità, la duttilità. Il carattere emotivo dell’acqua fa stare nella visione periferica delle cose.
Chi è legato alle acque del cosmo conosce per assimilazione, per modificazione di sé in risposta a un fatto esterno. L’acqua entra in rapporto con la natura dell’evento, ne comprende alcune caratteristiche, e poi se ne fa un’immagine e una rappresentazione.

Le parole dell’Acqua sono domande

Memoria, infantilismo, notte, sogno. Paura, sconcerto. Desiderio. Maternità, educazione, maestria. Tenerezza, amore. Gelosia, possesso. Conoscenza, studio. Sapienza.

 I segni d’acqua sono dubitanti, incerti, possibilisti e timidi. Perciò si fanno tante domande…
Ecco i grandi temi e le domande che i segni d’acqua vivono sul tema dell’amore.
E’ vero che l’amore è maleducato?
Sì! e anche tanto!
Secondo un’etimologia creativa l’amore è privo di buona creanza: è a-morale. La sua natura, sempre grezza ed eversiva, è totalmente priva di buon costume. Perciò a-mor-e è anche tanto contiguo alla morte. La perdita di riferimenti sociali e anagrafici getta da sempre i cuori innamorati dentro la voragine del proprio se stesso più nascosto e inaccessibile costringendolo a volare nuotando.
L’amore è egoista o generoso?
A seconda che nell’altro si cerchi ciò che non si è in grado di realizzare, o che invece l’amore sia un modo attraverso cui si realizza il motto “conosci te stesso”, si costruiranno relazioni capaci di riconoscere gli spazi di libertà dell’altro la sua autonomia, la sua sopravvivenza e il suo benessere. Al contrario, i sentimenti amorosi sono “stapmella” fonte di dipendenza, rimedio dallo stato d’ansia e luoghi metaforici per l’esercizio del proprio potere.
Come sempre è una questione di sfumature … dall’avidità d’amore che, fin dalla nascita, si esprime come bisogno cieco e violento di essere amati sempre dovunque, per tutto quel che si è senza la minima critica, senza il più piccolo sforzo, senza contraccambio, per dirla con le parole di  F. Ferenczi, si passa sul versante opposto: all’aspirante piccolo Buddha, nascosto in ognuno di noi, che offre all’altro, ammirazione, sostegno attribuendogli qualità positive, senza nulla chiedere per sé, dato che egli non è un fattore condizionante della felicità personale.
Insaziabilità, rapacità, insoddisfazione, affetto, benevolenza, devozione, dedizione sono solo alcuni dei possibili ingredienti delle sfumature.
Ma … l’amore Grande … esiste?
Dal ventre al cosmo alla nostra vita sentimentale, i passaggi sono molti. Vita, morte, trasformazione e trasfigurazione ne sono le tappe. E poi nuovamente indietro, al contrario.  Identificazione e dis-identificazione sono le pieghe invisibili che  la fisarmonica dell’amore ci suona dentro fino alla rarefazione della vita, la morte.
Dapprima Io, poi Noi, poi Tutto, l’amore attraversa nei pronomi dapprima la soggettività, poi la collettività-stormo e infine a giungere all’anima ampia.
La “visione oltre se stessi” abolisce il tempo: sempre e mai cadono come voglie autunnali da un albero, mentre Amore suona la musica di una sfera celeste.
L’amore vince anche la morte?
Sì in diversi modi.
Il primo. Si dice esista un amore che sopravvive alla morte e si riallaccia di vita in vita.
Il secondo: la memoria. E così anche gli assenti sono presenti, e quel che è più difficile a dirsi, i morti vivono, così diceva Cicerone.
Accade così che chi rimane del mondo continui imperterrito ad amare chi manca, trasfigurando così ogni antitesi presente-assente, poiché ciascuno può morire come individuo ma non anche come Tu per l’altro.
L’amore si fa? O si dice?
Quando si parla troppo di solito non si fa. L’amore è un fatto poetico, sfuggente e mobile, lo si dice, e lo si canta ma soprattutto lo si fa. Con le mani impastate nel cuore o semplicemente con le mani. Passione, pulsione erotismo sono tutte categorie dell’amore, non più alte né più basse, nemmeno laterali comunque dentro, così tanto dentro, da tenerci in vita anche quando “non ce n’è”.
Le parole che si associano al tema dell’amore sono: tenerezza, passione, conforto, attrazione, calore, gioia, odio, paura, spavento, incomprensione, soavità, generosità, erotismo, piacere, affidamento, evoluzione.
Il dialogo amoroso però, non ha un tema specifico e neppure uno scopo preciso, non è socratico, performativo, sofistico, politico né economico sebbene le questioni economiche spesso incidano profondamente le parole dell’amore.
La sua caratteristica è di esprimere quell’autenticità che sa trovare il proprio se stesso radicato nel cuore. Il dialogo amoroso non ha contenuti perché, nel vero dialogo amoroso, non conta ciò che si dice ma come si dice e, soprattutto chi lo dice.

Il Granchio. La Sorgente

Il simbolo del Granchio è una doppia spirale e manifesta la duplice natura del movimento della creazione: avvicinamento e allontanamento; nascita e morte; individuazione e socializzazione.
Nel Segno del Granchio è posto al fondo del cielo dello Zodiaco, là dove il movimento delle cose si genera per contatto diretto.
Questo segno racconta della “coppia speculare” e del “potere di visione” .
Visione che non è fuga dalla realtà della vita ma occhio bene aperto alla percezione del movimento spiraliforme della vita stessa.
Il segno del Cancro o meglio, per una questione di scaramanzia salutistica il Granchio,  è il punto più scuro della notte zodiacale. Il Segno si colloca al Fondo Cielo, il luogo dove le paure diventano incubi e dal quale si anela al mattino e al sorgere del Sole.
In questo segno si raccoglie quanto di più infantile, inconscio e materno ci sia nello zodiaco ma anche quanto di più tenero e resistente, fragile e pugnace si possa pensare.

Le tre metamorfosi del Granchio vedono iniziare il percorso esistenziale dei suoi nati attraverso la metafora del cancro: posseduti dal timore delle forze oscure, affetti da infantilismo e da ingenuità e mai paghi di maternage, restano ancorati  al narcisismo e alla proiezione di sé sul il mondo circostante.
A questo livello la scarsa consapevolezza  rende difficile cambiare ambiente, uscire dalla famiglia e dalle cerchie molto consolidate.
Diventare granchio, secondo stadio evolutivo, per un nato Giugno-Luglio è una conquista!
Il suo obiettivo a questo livello è recuperare l’“essere bambino divino” lasciando al passato l’infante bisognoso di accudimento e guadagnando una creatività innocente e priva di giudizio.
Stuoli di saggi di ogni parte del mondo utilizzano l’immagine del Sé Bambino per raccontare come sia possibile il passaggio evolutivo attraverso la gioia, la creatività e la capacità di emanare amore in modo disinteressato.
Il terzo livello è detto essere quello del principe del bene nascosto.
Qui giungono le persone che hanno superato le loro origini natali, trascendendole.
I Granchi, a questo stadio, fanno famiglia nel mondo perché hanno una “visione collettiva” e un senso di amorevolezza che nasce dal riconoscimento che “tutto è amore”.
In questa fase di sviluppo spirituale i Granchi non sentono più la ciclicità ne’ le ciclotimie e sono costantemente nel flusso delle cose che cambiano.

La crisi di cui il Granchio ha bisogno per mutare il suo livello di coscienza è legata al tema dell’abbandono e della crisi familiare.

Come ama il Granchio?
Il Granchio ama molto e cura il mondo in cui il suo amore si identifica e si manifesta.
Questo segno ama in modo potente ma spesso narcisistico.
Poiché “sente” così fortemente, tende ad assorbire l’energia altrui come una spugna, finendo così per confondere se stesso con tutte le Realtà dell’altro con cui viene in contatto.
Ai Granchi può accadere di proiettare completamente ogni atomo di se stessi verso  ciò che ama.
Nella maturità dei nati sotto questo Segno può accadere loro anche di sviluppare una forma d’amore priva di narcisismo, matura, estesa e ampia come tutto il pianeta e le sue creature.
Sessualmente amano teneramente, mirando più che al sesso al “fare l’amore”.

Lo Scorpione. La Palude

L’ottavo segno dello zodiaco occupa la casa della morte e dell’oscurità.
Dal profondo contatto con le emozioni nascoste dell’esistenza, nasce la profonda sete di vita degli Scorpioni.
Evolversi per non soffrire è per gli appartenenti al segno dello Scorpione un must.
Le sue tre metamorfosi gli impongono di uscire dall’acqua paludosa nella quale nasce lo scorpione per diventare serpente di terra e infine aquila. Questi passaggi simbolici narrano dell’acquisizione della capacità di separare il bene dal male, l’occulto dal luminoso per poi unire il bene per sé al bene per gli altri.
L’esperienza dello Scorpione, un vero e proprio viaggio iniziatico, si compie sempre tre volte, come raccontano le curve del simbolo che lo rappresenta. Due rinascite temporanee nel mondo relativo e poi il lancio del principio cosciente oltre la cortina della morte, fino alla liberazione dell’eroe.

Al primo stadio di metamorfosi lo Scorpione è uno Scorpione. In questa fase è molto sofferente e si arrabbia con il mondo intero. Nessuno lo capisce e, purtroppo non sente la cura che gli viene data. Autodistruttivo e dissoluto, macina vendetta, scontento e insoddisfazione.
Il serpente, metafora simbolica del secondo livello, racconta di guarigione, di verticalizzazione e di riscatto da una fisicità non adatta a vedere il Cielo.
Questo livello viene raggiunto dagli Scorpioni attraverso l’auto-analisi, l’analisi degli altri e soprattutto l’uso corretto della parola.
Il terzo passaggio porta lo Scorpione a guardare in alto. Qui lo Scorpione si lancia verso il volo dell’Aquila.
Questo passaggio avviene attraverso lo studio delle materie occulte, che se ben dirette, sono pienamente spirituali.
La vista acuta dell’aquila, la sua precisione, la sua nobiltà e la sua forza, sono doti che accompagnano degnamente tutti coloro che decideranno di insegnare per illuminare la coscienza altrui.

La crisi che muove lo Scorpione verso la vita, passa attraverso il dolore personale, la malattia e la morte.

Come ama lo Scorpione?
La forza della loro passione per la vita spesso tocca i confini con l’autodistruzione, il masochismo e i segreti della sessualità occulta.
Il loro modo di amare racconta dell’autunno, della paura della morte, della marcescenza, ma anche dell’umidità che fa rifiorire. Spesso conservano l’amore che provano nel segreto di se stessi e lo vivono onanisticamente in modo riservato e timido. Essi esprimono “lo stare lì”, la macerazione e salamoia.
Solo nell’evoluzione delle loro metamorfosi gli scorpioni accedono alla purificazione del corpo e dello spirito, al riciclo e alla donazione di sé. Allora sanno donare con somma generosità tutta l’esperienza di cui si sono fatti portatori.
Sessualmente amano con forza infantile e possessiva, litigando fra ragione e passione e perdendo spesso la battaglia del controllo emozionale. Ottimi maghi, sublimano nello spirito quello che cede nella carne.
Intensità massima, intelligenza amorosa sottile e percettiva ma, ahimé, discontinua. 

I Pesci. L’Oceano

Il glifo del segno dei Pesci è un cerchio spezzato a metà il cui lato interno guarda in direzione opposta.
Il trattino che tiene insieme le due metà del cerchio, segna la strada da percorre per unificare il regno duale nella visione sintetica del mondo spirituale.
Il tema cardinale dei nati in questo segno è la conciliazione fra gli opposti, i quali però continuano a sussistere e a rimanere legati in modo indissolubile.

Le tre metamorfosi dei pesci raccontano il passaggio dall’elemento grossolano della vita, alla completa guarigione spirituale. Il primo step è simboleggiato dal Leviatano, il mostro marino che abita i tutte le profondità.
Le personalità di questo livello, sono a volte prive di scrupoli, materialiste e onnivore. Esse confondono il male del mondo con il proprio e se, da un lato possono avvertire la turpitudine, dall’altro non maturano alcun timore ne’ rispetto sociale. Solitamente il loro giudizio è molto temuto.
Il livello di conquista successivo è diventare Pesci, ovvero il  guadagno della visione collettiva dell’umanità.
Cessa la confusione fra sé e gli altri e si aprono le strade della consapevolezza karmica dell’esistenza.
Così, completamente trasfigurati, i Pesci rinascono nella terza fase come Pesce riconoscendo nella moltitudine la perfezione di ogni singolo individuo.  I Pesci diventano portatori di quell’energia zodiacale il cui motore funziona a scoppio d’Amore. portando salute e guarigione ovunque.

La crisi più forte che caratterizza il segno dei Pesci è l’esperienza della tossicodipendenza o, più semplicemente, del legame affettivo dipendente.

Come ama i Pesci?
Il loro amore è spesso fatto di attrazione-repulsione, stima-disprezzo, amore-odio. L’esperienza della contemporanea presenza di lati contrari all’interno della coppia, se risolta in termini non conflittuali, apre la via all’Amore divino e all’unione mistica.
L’erotismo è vissuto dai Pesci in modo totalizzante, con il sentimento della goccia che sapendo di essere mare, vuole confluire nelle sue onde.

Olivia Flaim

I riferimenti alle metamorfosi dei segni sono tratti da “Lo zodiaco Interiore” di Nadav Crivelli edizioni Psiche 2
https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__lo-zodiaco-interiore.php

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