La sintesi di Maschile e Femminile attraverso le figure simboliche della sigizia dell’androgino e dell’ermafrodito

La sigizia è l’ideale della coppia gnostica che essa concerne la natura binaria, maschile e femminile, degli eoni. L’eone è un indice di misura del tempo, dal greco aion, che significa eternità, durata. Gli eoni secondo la tradizione gnostica, sono le emanazioni della radice prima, l’essere perfetto uguale a se stesso e sempre immutabile, dal quale ogni cosa ha origine. Sono poi gli stessi eoni i quali, imitando la gloria del divino, emanano a loro volta emanazioni in sigizia, ovvero secondo la polarità maschio femmina.

Valentino, forse il più fine pensatore gnostico di scuola alessandrina, nel suo sistema aveva postulato l’esistenza di 30 eoni diversi. Il primo Eone è Bythos (Abisso), diretta emanazione della radice spirituale suprema, esso ha in se, o emana, un altro eone di nome Sige (Silenzio), a seguire ogni coppia di eoni emana un’altra coppia e così a costituire la gerarchia spirituale valentinana:

Potere e Amore; Mente e Verità; Parola e Vita; Uomo Primigenio ed Ecclesia Profondo e Miscuglio; Mai vecchio ed Unione; Natura essenziale ed Piacere

Inamovibile e Unione; Unico-generato e Felicità; Consolatore e Fede

Paterno ed Speranza; Materno ed Amore Fraterno; Preghiera e Intelligenza

Figlio dell’ Ecclesia e Beatitudine; Perfetto e Sophia Saggezza[1]

Il mito della sigizia racconta quindi di una complementarità dell’aspetto femminile con quello maschile che si relazionano indissolubilmente sia a livello spirituale che terreno non gerarchizzato.

Il termine sigizia indica anche il plenilunio e il novilunio collegati, in diverse tradizioni, a riti di fecondazione.

La sigizia ha quindi a che vedere con la generatività celeste e con il rapporto fra le polarità armoniosamente conviventi che contribuiscono a fare il Mondo.

La figura della sigizia non è da confondere con quella dell’androgino, la quale avvicina e congiunge le diverse caratteristiche del femminile e del maschile in una fusionalità che risucchia nell’indistinzione i tratti distintivi dell’uno e dell’altro. Dall’androgino nasce un terzo genere sessuale, di fatto privo di polarità sessuale, che sovente diventa l’emblema della Totalità dell’Essere.

Diversa ancora è l’immagine-simbolo dell’ermafrodito, il quale in certe culture, anticipa una futura e possibile androginia, significando l’unione dei sessi in un unico corpo che diventa emblema della fecondazione non più polare ma sintetizzata. In altre culture invece l’ermafrodito è e rappresenta la coppia originaria, ciò da cui poi, maschio e femmina prenderanno vita e sviluppo.

Sigizia, androgino e ermafrodito  riassumono tutta la forza e la potenza cui i due sessi tendono nella loro reciproca ricerca interiore attraverso il lato diverso da sé.

L’androgino e l’ermafrodito cercano sintesi e unificazione, mentre la sigizia invece rappresenta la conservazione della differenza sessuale, la quale diventa il tramite dello scambio con l’altro in una dinamica prolifica e produttiva che solo il mantenimento della dualità e della polarità permette.

 


[1]Fonte: Eone gnostico di Filippo Goti.

http://www.fuocosacro.com/pagine/gnosticismo/eonegnostico.htm giov. 13 Febb. 18.50

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