Tu che cento chili sei?

C’è chi nasce con cento chili di piume, chi con cento chili di chiodi. Ho visto persone trascinare cento chili di vapore, chi annaspare dentro cento chili di idee, altri indaffarati con cento chili di forbici.

Ognuno è preso dai suoi cento chili. Chi accecato dalla polvere di piume, chi curvo sotto il peso dei chiodi, chi annebbiato dal vapore o pazzo di idee. Ognuno cerca sollievo e amore e comprensione e fiducia.

Chi si guarda intorno in cerca di chi richiuda le piume in un sacco, chi di un posto senza gravità dove i chiodi pesino come piume, chi di un’officina per fabbricare le proprie idee. Ognuno guarda agli agli altri come una potenziale solutione, vaneggiando un modo migliore di vivere.

Quello dei chiodi invidia le piume, la loro volatile leggerezza e non vede l’accecamento, non sente il prurito delle piccole punture sulla pelle e nelle pupille. Ha solo l’idea di cosa siano cento chili di piume ma non sa cosa sono. Quello del vapore, dopo avere inventato la locomotiva e il ferro da stiro, asfissiato dalla mancanza di ossigeno, si sforza di aprire le scapole in branchie e ambisce al mare profondo piuttosto che al cielo alto.

Le idee poi … follia.
Un’idea è fissazione, due idee l’inizio della confusione, tre idee peggio di due. Cento idee sono i raggi del sole, la luce del giorno senza mai il sollievo del buio della notte.
Il tipo della gioia, incapace di allentare il sorriso, soffre di una invisibile contrattura muscolare alla mandibola, dolorosissima, che gli impedisce di mangiare. Non si vede ma ha fame e vorrebbe cento chili di pizza.
Quello dell’amore poi … aperto come una soglia senza porta al transito di chi, largo più della battuta, alto più dello stipite sbatte, inciampa, scardina, non capisce, insiste e proprio non capisce.

Cento chili. Ognuno di noi ha cento chili di qualche cosa. Non un grammo di più’, non uno di meno. Cento chili di luna, cento di legno, cento di genitori, cento di onde, di pic nic, gioia, di anima, vendetta. Chi cento chili di cucine economiche senza pentole e chi cento chili di pentole senza cucina.

“Cento chili eh? Come la mettiamo? Tu che cento chili sei? Dimmi …”

 

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